Il
Castello
Il Castello di Pettorano sul Gizio, parte di un sistema di fortificazioni
comprendente i castelli circostanti di Popoli, Pacentro, Raiano, Vittorito,
Prezza e Anversa, è stato eretto nell'XI secolo. Originariamente
doveva essere composto solo dalla torre centrale di avvistamento (puntone)
a pianta pentagonale, con la punta diretta verso SO, intorno alla quale
fu in epoca angioina innalzata l'attuale cinta muraria con le superstiti
due torri circolari. Sono le importanti trasformazioni economiche della
fine del X e dell'inizio dell'XI secolo a creare i presupposti dell'incastellamento
anche per Pettorano. All'avvento dei Normanni tale Castello era già
una consolidata realtà economica e politica, tanto che alla fine
del XII secolo costituiva il perno di un feudo che si estendeva dalla valle
del Gizio verso il piano delle Cinquemiglia, al Sangro fino alla futura
Ateleta. A capo del feudo troviamo un certo Oddone della famiglia dei Conti
del Molise, che in realtà possedeva anche altri feudi per una capacità
contributiva totale di 102 militi e 113 serventi. Nel XIII secolo il Castello
è stato teatro di avvenimenti storici di estremo interesse. L'esercito
di Papa Gregorio IX nel 1229 guidato da Giovanni di Brienne cacciò
il duca di Spoleto dalla Marca, assediò Sulmona e conquistò
il Castello di Pettorano. Qui si asserragliò Corrado di Lucinardo
insieme a Roberto di Bacile o Pacile, che avevano aderito al partito papale
contro Federico II. Dopo questo episodio, che aveva dimostrato del Castello
come punto di difesa della via di comunicazione tra la contea del Molise
e la Valle di Sulmona, Federico II emise due mandati imperiali nel 1240
con cui tentò di riportare la situazione sotto il proprio controllo,
nominando titolare del feudo il figlio Federico detto di Pettorano, utilizzando
i proventi del Castello per sostenere la propria famiglia, facendo vigilare
il territorio affinché non vi dimorasse gente sospetta ed infedele.
Con la venuta degli Angioini l'intero feudo di Pettorano, insieme a Colleguidone,
Pietransieri, Pacentro e Roccaguiberta, fu concesso al milite Amiel d'Angoult
signore di Courbain venuto al seguito di Carlo I d'Angiò. Nel 1269
(tre anni dopo la vittoria di Benevento) vennero compilate delle vere e
proprie liste di proscrizione dei traditori che avevano parteggiato per
gli Svevi. Questi traditori vennero colpiti con la confisca dei beni, che
furono così ceduti a fedeli angioini. Tra i beni confiscati anche
una Bectonia di Cerrano sita proprio nel territorio di Pettorano. Nel 1269
il feudo passò ad Oderisio da Ponte, che pensò bene di donarlo
alla figlia Giovanna sposatasi con Agoto di Courbain, figlio di Amiel di
Courbain. Nel 1310 il feudo passò nelle mani dei Cantelmo, venuti
in Italia dalla Scozia al seguito di Carlo I d'Angiò, che lo tennero
per lunghissimo tempo fino al 1750, quando i Cantelmo furono sostituiti
dalla famiglia dei montemiletto fino al 1806.
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